Diventa anche tu insegnante Feldenkrais

Si ricomincia! Sabato 16 novembre inizia la seconda settimana di formazione per il corso Milano 8. I preparativi per l’organizzazione di lezioni, incontri, esercitazioni sono ormai al termine e aspettiamo con entusiasmo il nuovo inizio. Il gruppo si sta formando e speriamo che altri si aggiungano in questo viaggio condiviso che ci vede assieme per quattro anni; in un’esplorazione senza confini, durante la quale non smettiamo mai di sorprenderci, cambiando via via nel modo di muoverci, sentire, pensare, nella conoscenza sempre più profonda di noi stessi e nel contatto con l’Altro. Ma cosa significa diventare insegnante del Metodo Feldenkrais? Innanzitutto acquisire una professione indipendente, creativa, all’avanguardia, che può essere esercitata nei settori più vari, laddove c’è bisogno di sostenere qualcuno a riconoscere e a migliorare le proprie funzioni e abilità, a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. Senza contare che è un processo di crescita personale:  una volta iniziato, continuerà per tutta la vita. http://www.istitutofeldenkrais.it/?page_id=41

 

Seminario dedicato a respiro ed equilibrio

news respiro 2Il movimento è vita”, diceva Moshe Feldenkrais, riferendosi innanzitutto al respiro: il primo movimento, quello che non cessa anche se siamo apparentemente inattivi e che caratterizza appunto l’essere vivi. Da qui si intuisce l’importanza del respiro per il nostro stato di benessere, vista la sua influenza sul sistema nervoso e quindi sulle emozioni e sui modi di agire. A tutti sarà capitato di trattenere il  respiro, a volte senza nemmeno accorgersene; salvo poi ritrovarsi a sospirare o a sentire il bisogno di riprendere fiato. Nel Metodo Feldenkrais non vengono date indicazioni specifiche per la “corretta respirazione”, ma in ogni lezione l’insegnante pone domande su come si sta respirando durante i movimenti, suggerisce l’esplorazione affinché si trovi la modalità che li può facilitare, portando infine l’attenzione sugli effetti che gli stessi movimenti possono avere sul respiro. Ci sono poi intere CAM (lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento) dedicate al respiro, ai suoi spazi, ai suoi percorsi e ai risultati che un respiro libero ha sullo stato fisico, sulla facilità di movimento e sullo stato d’animo. Per chi volesse scoprire queste connessioni e provare il piacere di respirare con tutto il corpo, l’IsFel propone un seminario ad hoc sabato 16 novembreLa respirazione e l’equilibrio”. http://alturl.com/95vsd

Verso il concetto di embodiement

Erano una ventina i partecipanti al workshop “Là dove mente e corpo si incontrano” tenutosi a Milano lo scorso 17 ottobre, per la maggior parte provenienti dall’ambito della PNL; tutti colpiti dalle sinergie tra le scoperte delle neuroscienze e i presupposti del Metodo Feldenkrais. Relatori Camillo Sperzagni, coach PNL, e Mara Della Pergola, trainer Feldenkrais, che hanno illustrato, anche con piccole sessioni pratiche, il concetto di embodiement.

Moshe Feldenkrais, grazie alla vastità delle sue conoscenze scientifiche, all’esperienza nelle arti marziali e alla sua intelligenza ha anticipato intuizioni oggi avvalorate da neuroscienziati, biologi, ricercatori, filosofi: il movimento, chiave di accesso alla globalità della persona, è lo strumento ideale per l’apprendimento organico, vale a dire un imparare che nasce dall’esperienza corporea. Presupposto è l’unità di corpo e mente, superando quindi il paradigma cartesiano di attività razionale avulsa dal sentire fisico. E se a metà del Novecento Feldenkrais afferma che “un cervello senza corpo non potrebbe pensare”, negli Anni 70 il biologo e filosofo Francisco Varela dichiara che “Il cervello non è un computer e la coscienza non è nella nostra testa”. Il corpo, dunque, diventa sede di pensiero e di coscienza; quindi anche delle emozioni, come lo stesso Varela scrive assieme al biologo Humberto Marturana in “Autopoiesi e cognizione” del 1985. Dieci anni dopo il neuroscienziato Antonio Damasio dimostra la funzione centrale di emozioni e sentimenti per un’elaborazione del pensiero realmente efficace. La corrispondenza tra stati fisici e stati mentali diventa la base del concetto di “Embodied Mind”, titolo del libro pubblicato da Varela nel 1992. Se si pensa che il Metodo Feldenkrais è definito anche “embodied Wisdom”, è chiara la possibilità di integrazioni e collaborazioni con altre discipline che si occupano di formazione. E’ il caso appunto della PNL (programmazione neurolinguistica), che può potenziare gli effetti del suo modello metalinguistico per l’educazione di pensiero e linguaggio grazie al modello dell’esperienza attraverso il corpo elaborato da Feldenkrais.

 

Neuroscienze e Feldenkrais si incontrano

pnlLe scoperte più recenti delle neuroscienze indicano nuove possibilità per l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo e che è possibile apprendere a pensare con tutto il corpo. Un nuovo modo di vivere e abitare pensieri, emozioni e sensazioni con sorprendenti miglioramenti nelle capacità di pensiero laterale, nell’umore e nella resistenza allo stress. Per farne una piccola esperienza si può partecipare al workshop “Là dove corpo e mente sono una cosa sola” tenuto da Mara Della Pergola e Camillo Sperzagni il 17 ottobre all’Hotel Puccini di Milano, dalle 18.30 alle 21.00. Sperzagni, coach e senior trainer, esperto di sviluppo organizzativo e risorse umane, grazie anche alla conoscenza del Metodo Feldenkrais ha potuto verificare che soltanto attraverso un’esperienza organica si comprende davvero e in modo concreto ciò che altrimenti rimarrebbe astratto e sfuggente. Da qui la decisione di proporre un incontro che metta in luce la connessione tra mente e soma.

La postura dinamica

chiara cam 3La postura dinamica” è il titolo di un tris di seminari che si svolgerà in tre week end tra ottobre a dicembre. Una formula per chi vuole approfondire un tema da prospettive diverse. Alla postura dinamica saranno dedicati “La schiena in movimento” sabato 19 ottobre, “La respirazione e l’equilibrio” sabato 16 novembre, “Dar spazio alla voce” domenica 1 dicembre. Si può partecipare a un solo incontro, in quanto ogni seminario è autonomo. Il concetto di postura dinamica, definita da Feldenkrais con il neologismo attura, supera quello statico di postura tradizionalmente intesa come posizione corretta non collegata al movimento. Una buona postura permette di muoversi agevolmente in ogni direzione, a partire da qualsiasi posizione e senza bisogno di riorganizzarsi.

Rémise en forme col Metodo Feldenkrais

Per chi non conosce il Metodo Feldenkrais® e desidera provarlo, ma anche per chi vuole una rémise en forme per affrontare l’inverno, proponiamo 5 lezioni di base.

Si tratta di una serie di CAM  (lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento) semplici e adatte a chiunque, che permettono in breve di  migliorare la percezione di sé e di acquisire maggiore agilità e flessibilità. Durante le lezioni esplorerete le possibilità di movimento che compongono le tante azioni di tutti i giorni, come piegarsi, girarsi, alzarsi. L’obiettivo è quello di farvi scoprire le strade più brevi e le strategie più efficaci perché quei movimenti siano più facili.

La sensazione di facilità si ottiene quando il lavoro muscolare viene distribuito fra le varie parti del corpo in modo equilibrato, senza quindi affaticare poche fasce muscolari, e magari nemmeno quelle preposte al lavoro richiesto, a scapito di altre. Sarà come mettere nella giusta luce i vari attori che agiscono nella scena-movimento, col risultato di acquisire armonia e senso di benessere.

Le lezioni sono dal 9 ottobre al 6 novembre, il mercoledì dalle 19.00 alle 20:00.

e dal 10 ottobre al 7 novembre, il giovedì dalle 13.00 alle 14:00.

Insegna Mara Della Pergola

 

IsFel compie 25 anni

25 anni di attività per l’Istituto di Formazione Feldenkrais fondato da Mara Della Pergola nel 1988, quando il Metodo Feldenkrais in Italia era ancora sconosciuto. Quanta strada da allora: ora ogni anno sono circa 240 le persone  che nel nostro Paese partecipano a una formazione per diventare insegnanti Feldenkrais.  Per la fondatrice dell’IsFel è un momento di gioia e di soddisfazione, ripensando alla lunga strada percorsa, alla semina e alla raccolta di un quarto di secolo in termini di diffusione del Metodo Feldenkrais e di formazione degli insegnanti. È al tempo stesso un’occasione di riflessione: “Venticinque anni fa, nel settembre 1988, è iniziato il primo corso formazione e oggi, con rinnovata emozione, iniziamo un nuovo percorso con gli allievi di Milano 8. In questi ultimi dieci anni ho insegnato in più di 30 diverse Formazioni in Italia e all’estero. Sono direttrice pedagogica di 5 formazioni in Italia, ho condotto molti post training da sola e insieme a colleghi e ora vorrei nuovamente condividere alcuni pensieri e alcune mie scelte, per raccontare a chi si è diplomato nei primi corsi e anche a chi ha seguito altre formazioni in Italia o all’estero, cosa è cambiato e in che direzione sto andando.
Nel 2001 ho scritto per il Notiziario dell’AIIMF (Associazione Insegnanti Italiani Metodo Feldenkrais) un articolo sulla formazione, nel quale ripercorrevo il percorso formativo progettato da Moshe dagli Anni‘70 al 1981 a Tel Aviv, S.Francisco e Amherst e descrivevo l’evoluzione delle formazioni dopo la sua scomparsa. Quell’articolo voleva aprire un dialogo tra i colleghi italiani su cosa significasse per noi fare formazione, quali fossero le aspettative verso una scuola così particolare e poco tradizionale e quali i risultati di una formazione di quattro anni, che in gran parte ricalcava il modello proposto da Moshe vent’anni prima. In quel testo parlavo della grande differenza tra i primi corsi dopo la scomparsa di Feldenkrais e quelli del decennio successivo: all’inizio non c’era materiale fornito dalle scuole, soltanto appunti personali degli allievi e alcune cassette audio, il che spingeva le persone ad accaparrarsi materiale che magari sarebbe stato poco utilizzato e non condiviso. A un certo momento, proprio per motivi pedagogici, si è interrotta la regola del non passare le lezioni del corso agli iscritti e alcune scuole hanno iniziato a dare le registrazioni agli allievi. Fin dal corso Milano 1 IsFel ha dato le cassette perché venissero trascritte, ma allora ogni allievo riceveva solo una giornata da sbobinare. Nel tempo sono stati trascritti tutti i corsi e i testi si sono fatti sempre più completi e ben redatti, grazie ad alcuni allievi che coordinavano con generosità il lavoro dei compagni. Se all’inizio gli allievi avevano difficoltà a organizzarsi, poi capivano l’importanza di avere il manuale del corso e apprezzavano l’opportunità di rifare e di trascrivere tutte le lezioni e anche le discussioni. Da qualche anno ogni iscritto riceve due DVD l’anno con tutte le registrazioni. Chiedo comunque loro di continuare a trascrivere per creare il loro prezioso manuale. C’è una ragione pedagogica alla base della mia richiesta: la trascrizione è un momento di cooperazione e di generosità; è un modo di arginare la passività di chi vuol ricevere tutto già sbobinato; è un’attività che richiede organizzazione nella revisione del materiale e che alla fine dà molta sicurezza. Suggerisco inoltre agli allievi di tenere il proprio diario delle sensazioni, dei pensieri ed eventualmente anche dei sogni, così che ognuno possa arricchire la registrazione oggettiva del corso con il proprio vissuto e le proprie associazioni. Nei corsi Milano 6 e Milano 7 alcuni partecipanti hanno creato anche un secondo manuale che raccoglie, anno per anno, tutte le IF insegnate.
Il programma del corso è sempre meglio organizzato. I formatori della mia generazione sono cresciuti insieme ai loro allievi, hanno raffinato la loro capacità di insegnare e di comunicare, hanno scambiato idee e pratica con i colleghi trainer, si sono aggiornati e hanno elaborato nuovi modelli per facilitare la comprensione e la pratica del metodo. Nei miei corsi continuo a seguire il programma dei primi due anni di Amherst, ma organizzo le lezioni con un diverso ordine, inserendo tra l’altro moltissime lezioni di Alexander Yanai, Esalen, San Francisco oltre a mie personali rielaborazioni. Collego da subito la pratica delle CAM con l’esplorazione in IF, senza aspettare il terzo anno. Quando è possibile, creo delle mini CAM per facilitare la comprensione dell’IF. Nel tempo ho scoperto che le lezioni di Amherst possono essere collegate tra loro in modo diverso e hanno sempre un senso. Questa è la ricchezza del materiale che abbiamo a disposizione. Ora tutto il materiale video di Amherst è disponibile agli insegnanti e consiglio di farlo e di studiarlo.
Durante il primo anno si inizia a creare un vocabolario comune tra gli allievi e la scuola. Per vocabolario non intendo soltanto un accordo circa le indicazioni rispetto alla persona o allo spazio (in su, in giù , davanti e dietro), ma un modo comune e neutro di parlare di ciò che si osserva dell’altro, di ciò che si sente mentre lo si tocca e di ciò che si sente mentre si è toccati. A questo scopo creo esercitazioni in coppie, in triadi o in piccoli gruppi e anche momenti più giocosi. L’attenzione al linguaggio per me va molto oltre la semplice espressione verbale: si traduce in attenzione verso l’altro senza giudizi e quindi senza preconcetti.
Le lezioni, che all’inizio vanno vissute come esperienza sensoriale e concreta, successivamente vengono mostrate sullo scheletro, vengono osservate nelle diverse interpretazioni degli allievi e analizzate tra compagni, che iniziano a insegnare tra di loro, inizialmente in coppia e successivamente da soli. Gli allievi fanno pratica di conduzione di gruppo con una traccia fornita dall’insegnante, poi con lezioni di base prese dai testi o dal corso stesso. Si facilita così la comprensione dei principi e della pratica del Metodo Feldenkrais a diversi livelli: sensoriale, cognitivo e sociale, cioè di interazione attraverso il gruppo. La pratica di insegnamento inizia quindi presto e le supervisioni del secondo anno continuano anche negli anni successivi. L’autorizzazione a insegnare le CAM a partire dal terzo anno è per l’allievo un incoraggiamento a praticare, per poter poi arricchire la propria preparazione attraverso gli ulteriori feed back dei formatori.
Invito inoltre gli allievi del terzo anno a creare dei progetti di insegnamento,  a partire o dall’interesse personale (corsa, danza ecc.) o dall’occasione di lavorare con un gruppo specifico (colleghi di lavoro, gruppi di bambini, ecc); con la mia disponibilità a seguirli nella ideazione e nella programmazione delle lezioni.
Nelle formazioni Feldenkrais non abbiamo né esami finali né discussione di tesi, ma operiamo una costante verifica del percorso pedagogico, con supervisioni all’insegnamento delle CAM durante il secondo anno e alle IF durante il quarto; dunque i progetti, con tutta la precedente programmazione e con i successivi elaborati che ne documentano l’esperienza, si sono rivelati un importante momento di scambio di idee e di informazioni tra compagni; sono stati una “prova accompagnata” di insegnamento, da cui partire una volta diplomati,e possono essere considerati l’avvallo concreto, ma anche simbolico, al diventare insegnanti Feldenkrais.
Per quanto riguarda l’Integrazione Funzionale, i primi passi iniziano da subito come semplici esplorazioni dell’organizzazione del compagno, come capacità di metterlo comodo così come si trova, di sostenerlo e di seguirlo nei suoi movimenti e di toccarlo con delicatezza e sensibilità. Sono anche orientati all’autorganizzazione, quindi molto collegati alle CAM. Via via le esplorazioni si fanno più ampie e mettono in relazione le varie parti del corpo in un contesto dinamico e funzionale. La pratica in classe con persone estranee al corso inizia nel terzo anno ed è regolarmente seguita dagli insegnanti. Le supervisioni finali restano al quarto anno, anche se penso che potrebbero essere organizzate gradualmente a partire dal terzo, suddividendo la classe in sottogruppi che fanno attività diverse con gli assistenti.
Per quanto riguarda i formatori, seguo una regolare rotazione con i trainer ospiti. Alcuni di loro hanno insegnato costantemente in tutti i miei corsi e continuo a invitarli, ma in ogni formazione invito uno o più trainer nuovi, che spesso non sono mai stati in Italia, in modo da variare il programma con stili diversi, ma anche per offrire a tutti i diplomati e agli allievi dei corsi precedenti l’opportunità di aggiornarsi nella formazione successiva incontrando nuovi formatori. Supero sempre il minimo dei quattro diversi formatori richiesti dal TAB, non propongo un corso “familiare” nel quale insegnano soprattutto due colleghi fissi, con due soli ospiti. Sono molto presente durante tutto il corso, anche quando non insegno, per dare agli allievi la possibilità di colloqui individuali con me. In quasi tutte le formazioni ho invitato esperti di altre discipline, per tenere lezioni su tematiche diverse; ad esempio lo sviluppo del bambino dal punto di vista di un pediatra e, in un altro corso, di una neurologa/fisiatra, la quale è poi ritornata per parlare anche della locomozione. Sono venuti un fisico, una ricercatrice CNR che ci ha parlato dell’uso del linguaggio, un docente dell’università di La Jolla, California, che ha presentato il suo lavoro nelle scienze cognitive, una poetessa che ha fatto un intervento su creatività e linguaggio. Gli incontri sono sempre molto apprezzati e stimolanti.
Altro obiettivo che mi pongo nelle formazioni è far sì che si esplori una precisa qualità di verbalizzazione e una eventuale scrittura riguardo al Metodo Feldenkrais. Per trovare parole che non annoino, che non siano banali e scontate; che non siano la semplice ripetizione di quello che hanno detto i trainer in classe.
Ecco, queste sono alcune mie riflessioni dopo i tanti anni di formazione. Spero siano utili, così come mi auguro che siano di stimolo per i miei colleghi a fornire ulteriori riflessioni e contributi.”

La nostra sede

Le  lezioni collettive si  svolgono in un’ampia sala a parquet, luminosa e silenziosa,
dotata di materassini, cuscini, rulli, strumenti video e audio per lafruizione del materiale didattico.
La sede è in corso di Porta Nuova 32, a Milano. Assieme a Mara Della Pergola,
lavora un team di insegnanti con esperienze diverse che permettono di applicare il Metodo Feldenkrais® nella sua ricca gamma di sfumature e approcci didattici: da quella artistico-creativa a quella a indirizzo più terapeutico.

 

Il nuovo corso di Formazione per Insegnanti ai nastri di partenza

Ai nastri di partenza il nuovo corso di Formazione per diventare insegnante del Metodo Feldenkrais: il corso di Milano 8, che partirà il 20 settembre (le iscrizioni sono ancora aperte). Il Metodo si sta diffondendo in numerosi settori ed è sempre più riconosciuto dal mondo scientifico grazie ai suoi risultati. Offre una ricca possibilità di applicazione grazie alla sua versatilità: dalla sfera terapeutica – per superare problemi ortopedici, neurologici e di apprendimento – a quella artistica – per migliorare le performances professionali, atletiche, artistiche. È adatto per qualsiasi età, quindi permette di lavorare con bambini, adulti, anziani e c’è un filone di insegnamento che si sta occupando di animali. Diretttrice pedagogica del corso è Mara Della Pergola. Allieva diretta di Moshe Feldenkrais, ha introdotto il Metodo in Italia negli Anni 80, ha lavorato in oltre 40 formazioni in Italia e nel resto del mondo e organizza corsi di aggiornamento rivolti a insegnanti e trainer. È responsabile della modalità didattica e dell’intero programma, dirige lo staff degli insegnanti, segue il gruppo e ogni allievo con colloqui personali e totale disponibilità. Lo staff degli insegnanti contempla i più esperti trainer a livello internazionale. I programmi delle Formazioni hanno continuato a evolversi, sviluppando i principi di Moshe Feldenkrais di pari passo con le scoperte nelle scienze cognitive ed elaborando un ricco materiale didattico messo a disposizione degli allievi (testi, video, mp3…).

“Durante la Formazione svilupperai un diverso modo di muoverti, di percepire te e gli altri, di interagire con l’ambiente, di comunicare, esprimerti e relazionarti, imparando nuove competenze professionali che ti apriranno la possibilità di una carriera indipendente e gratificante. Se vuoi saperne di più puoi vedere la voce Formazione e in ogni caso non esitare a contattarmi, sarò lieta di rispondere alle tue domande.” Mara Della Pergola