Articoli

FELDENKRAIS E IKEBANA SI INCONTRANO

tre lezioni di due ore  (si può partecipare anche a un solo incontro)

con Mara Della Pergola e Jenny Favari

lunedì 10, 17, 24 ottobre dalle 18,00 alle 20,00

Creiamo un ponte tra due discipline complementari valorizzando ciò che hanno in comune per contribuire a colmare l’antico e involontario gap tra mente e corpo.

La natura si manifesta in un incessante movimento a cui partecipano tutte le creature viventi. Il metodo Feldenkrais e l’arte dell’Ikebana, pur in ambiti diversi, sono in relazione intima e profonda con la natura e ne seguono le leggi dinamiche. Qui si incontrano per sperimentare un innovativo progetto multidisciplinare che, stimolando le capacità percettive senso-motorie e affinando la sensibilità estetica, apre nuove vie per attivare le nostre risorse espressive, rendere più creativa la vita quotidiana e arricchire l’immagine che abbiamo di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Nel corso di ogni singolo incontro i partecipanti avranno modo di sperimentare una lezione di gruppo di metodo Feldenkrais e successivamente di realizzare un Ikebana, l’antica arte giapponese della composizione floreale, partendo da temi comuni.

1 Sul sostegno

2 Sul sentire gli spazi

3 Sull’andare verso l’alto

 

 

 

 

BUONE FESTE CON FELDENKRAIS

Questo Natale regala un momento Feldenkrais! IsFel ha pensato a un dono su misura delle persone che ami, a seconda delle loro preferenze ed esigenze: dai pacchetti di lezioni collettive, al seminario, alle lezioni individuali. Un pensiero adatto a chi già conosce il Metodo e anche per chi non lo ha mai sperimentato e avrebbe così l’opportunità di iniziare il nuovo anno con una piacevole novità.

Il regalo sarà fruibile fino alla fine di aprile 2017 ed è previsto uno sconto per chi lo prenota entro il 12 dicembre.

Puoi contattarci, saremo lieti di aiutarti a scegliere la formula più adatta perché il tuo regalo sia come lo desideri.

I grandi movimenti – 5 lezioni a tema con Mara Della Pergola

dal 6 aprile al 4 maggio il mercoledì dalle 19.00 alle 20.00

dal 7 aprile al 5 maggio il giovedì dalle 13.00 alle 14.00

Lezioni che offrono la possibilità di sperimentare grandi movimenti nello spazio. Pensate per facilitare la coordinazione in diversi orientamenti spaziali e la riduzione dello sforzo.

Vedi

Il pavimento pelvico – 5 lezioni a tema con Mara Della Pergola

dal 18 novembre al 16 dicembre il mercoledì dalle 19.00 alle 20.00

dal 12 novembre al 10 dicembre il giovedì dalle 13.00 alle 14.00 

lezioni per percepire e mobilizzare il perineo in relazione all’attività degli sfinteri, del diaframma e della struttura scheletrica. Un buon funzionamento del pavimento pelvico facilita tutti i movimenti quotidiani.

Vedi

Feldenkrais e arteterapia – Seminario sabato 24 ottobre

CHI PORTA UN AMICO PAGA IL 50%………………….

 

Seminario condotto da Mara Della Pergola e Lorena Pais*

sabato 24 ottobre 2015 dalle 10.00 alle 17.00

Creiamo un ponte tra due discipline complementari valorizzando ciò che hanno in comune per contribuire a colmare l’antico e involontario gap tra mente e corpo.

E’ possibile dare una forma artistica ai propri pensieri ed emozioni e con ciò conoscersi meglio. Il processo creativo è ricco di significato, di energia, di simboli, di scoperte, di sorprese. E’ anche un mezzo potente per ricontattare memorie e sensazioni. L’arteterapia è un metodo clinico che offre alla persona un’opportunità di sperimentazione del fare e creare con l’obiettivo di riconquistare, attraverso la creatività, un senso di efficacia e di gratificazione, un sentimento positivo per aver lasciato una propria “impronta”, un segno che parla di sé.

E’ possibile conoscersi meglio e restare in contatto con sensazioni, pensieri e sentimenti , attraverso l’osservazione del proprio modo di muoversi.

Il Metodo Feldenkrais® di educazione somatica propone di sperimentare modi diversi di muoversi con l’obiettivo di riconquistare maggior flessibilità, armonia ed efficienza del corpo e della mente. Le lezioni non propongono modelli ai quali adeguarsi , ma accompagnano la persona nella ricerca di una migliore organizzazione per poter fare ciò che desiderano senza sforzi, con piacere e creatività.

Queste due discipline, non direttive e non giudicanti, possono ottimamente collaborare in un percorso integrato e generativo che arricchisce la creatività espressiva e la consapevolezza del corpo/mente. Con entrambe si riscoprono potenzialità imprevedibili e si attivano risorse inesplorate per un benessere globale. Si modifica il proprio vissuto e si pro muovono nuove modalità di azione, nuovi approcci e nuovi pensieri, imparando a trasferirli nella vita quotidiana.

Questo seminario è il secondo di una serie di incontri-ponte che organizziamo per dialogare con altre discipline e per arricchire le conoscenze dei nostri associati.

*Lorena PAIS, arteterapeuta clinica, conduce atelier di arteterapia con diverse utenze ed è Docente Supervisore presso la Scuola di Formazione in Arteterapia Clinica VITT3 di Milano.

Il seminario è valido per i soci AIIMF ai fini del rilascio dell’attestazione di Qualità e Qualificazione Professionaale.

Sede:

IsFel Istituto Feldenkrais Della Pergola

Corso di Porta Nuova 32 Milano

tel. 02 6590508

 

vedi

 

 

Settembre a porte aperte, con lezioni gratuite

Vuoi conoscere il Metodo Feldenkrais®? Il modo migliore è provarlo. Dal 21 al 24 settembre il Centro apre le porte per una serie di open class dedicate al pubblico. Puoi prenotare la tua lezione gratuita inviando una mail in cui specifichi giorno e ora scelti.  Sarà l’occasione per fare esperienza diretta di cosa significhi “apprendimento organico”, ossia l’innata capacità del nostro sistema nervoso ad apprendere illimitatamente nuovi e migliori modi di muoversi. Per facilitarsi la vita, vincere stress e dolori, prevenire incidenti e cadute o migliorare specifiche abilità ed essere più performanti.

Lunedì 21

  • dalle 9:00 alle 10:00

Martedì 22

  • dalle 10:00 alle 11:00
  • dalle 18:15 alle 19:15

Giovedì 24

  • dalle 13:00 alle 14:00
  • dalle 15:30 alle 16:30
  • dalle 19:15 alle 20:15

8° Corso di Formazione Feldenkrais. Siamo ad Asiago (VI) dal 1 al 20 luglio. Vuoi venire a trovarci?

Siamo arrivati alla fine del secondo anno e in questa sessione faremo anche lo judo roll e la serie di mettersi sulla testa, che non viene proposta in tutti i corsi. E’ un’ occasione per i colleghi Feldenkrais di fare o rifare parte del percorso e per chi non ci conosce è un ‘opportunità per avere chiarimenti sul nostro percorso formativo.

Contattaci: istituto.feldenkrais@fastwebnet.it

 

Il concetto di salute secondo Feldenkrais

moshe lettera“Arriva un momento in cui la nostra educazione, così come si è sviluppata, non ci aiuta, anzi spesso ci limita e ci dirige verso strade che non sono favorevoli alla nostra salute..” In questo articolo, l’interessante punto di vista di Moshe Feldenkrais sul concetto di buona salute.

Qualche anno prima della seconda guerra mondiale insegnavo judo per guadagnarmi da vivere, mentre 1avoravo con ]oliot~Curie alla Sorbona per il mio dottorato in Scienze. Venne fuori che uno dei miei allievi aveva cacciato animali selvaggi in Africa, e mi invitò a casa sua, dove rimasi solo per qualche minuto: rimasi sbigottito quando un leone entrò e mi diede una leccata. Era stato portato a Parigi che era cucciolo, e poi era diventato un leone.
Qualche mese più tardi il leone fu rinchiuso dalla polizia nello ZOO di Parigi: era fuggito per strada e una vecchia signora con un piccolo pechinese e la vista bassa lo aveva scambiato per un grosso cane, inseguendolo e scacciandolo con 1’ombrello. Dopo aver rifiutato cibo e acqua per una decina di giorni, il leone mori nella sua gabbia. Ho
omesso i dettagli per accorciare la storia. C’era una Volta un animale sano che morì dopo un evidente trauma
emotivo
. Ma cos’è un animale sano? Se un leone sano muore dieci giorni dopo un improvviso cambiamento nella sua vita, cos’è la salute? Se un essere umano per anni non ha bisogno di cure mediche e non lamenta dolori o malesseri, è sano? Ma se questa stessa persona conduce una vita monotona e priva di interesse, con difficoltà matrimoniali che finiscono con un suicidio, è ancora una persona sana? E qualcuno che non porta mai a termine il proprio lavoro e continua a cambiare mestiere solo per evitare ogni volta i propri doveri, è in buona salute? Evidentemente, la salute non è facile da definire. Non basta, come prova di salute, non aver bisogno di aiuto medico o psichiatrico. Cos’è, allora, la salute? La vita è un processo. Ciò significa che tutto ciò che accade al nostro interno mentre siamo vivi ha a che fare col tempo; tutti lo sanno, anche se nessuno ci pensa né lo dice. Un processo non può essere interrotto, neanche per un breve periodo di tempo. Tutti sanno, naturalmente, che se il cervello non riceve ossigeno per dieci o quindici secondi il processo si arresta. Se si ha la fortuna di riuscire a farlo ripartire, si tratta di un nuovo processo e la persona non sarà più quella di prima. Se una persona perde molto sangue può arrivare alla morte e un cuore che si ferma per questo motivo non riparte facilmente. In sintesi, un processo che viene arrestato non riparte spontaneamente.
Ciò è vero per ogni processo chimico irreversibile e per ogni reazione. Perciò, evidentemente, la salute significa che prima di tutto 1e funzioni primarie di una persona devono poter proseguire senza interruzioni prolungate. La coscienza, i1 sistema nervoso centrale, il cuore e così via devono funzionare in modo uniforme. Non c’è nulla di tutto ciò di cui non siamo già ai corrente. Anche i sistemi molto vasti che funzionano correttamente sono processi che dipendono dal tempo. Ne sono buoni esempi tutte le grandi aziende e nazioni: 1a Ford, la Philips e sistemi di questo tipo, che continueranno a funzionare anche se qualche industria, miniera o città smette di esistere. La misura della resistenza di un vasto sistema è data proprio dall’entità dello shock che riesce ad assorbire senza che il processo si interrompa. Ora, il sistema nervoso è composto di almeno 3.10 (10)2 parti (n.d.r. non è chiaro dal testo originale a quale numero facesse riferimento Feldenkrais). È un sistema abbastanza grande da far sì che le forze in equilibrio al suo interno obbediscano alla legge dei grandi sistemi. La salute di questo sistema può essere sulla base dello shock che può sopportare senza compromettere la continuità del processo. In breve, 1a salute di una persona può essere stabilita in base al tipo di shock che può sopportare senza che i1 suo usuale stile di vita ne venga compromesso. Il criterio della salute diventa perciò il normale stile di Vita. Il sonno, il cibo, la respirazione, i cambiamenti climatici, il freddo, il caldo, il lavoro, dovrebbero essere capaci di considerevoli variazioni: e di improvvisi shock. Più la persona è sana, più facilmente riprenderà i1 controllo della propria vita dopo shock improvvisi e forti, modificando le necessità della vita. Se ci si riflette, in tutto ciò non c’è nulla di molto difficile da accettare, salvo che potremmo rimanere stupiti ne11’osservare dove ci porta. Il nostro sistema nervoso non è certo nato così come è da adulti, e per funzionare come fa ha bisogno del mondo esterno. La luce ha intensità e colori differenti, gli oggetti sono più vicini e più lontani, e così via. Gli occhi devono perciò prima di tutto imparare a guardare: per esempio un oggetto tridimensionale in un quadro bidimensionale. Il nostro sistema ha cioè bisogno di una parte determinata del mondo per imparare un linguaggio. Ma ci sono questioni ancora più fondamentali: il sistema è collegato attraverso i suoi organi sensoriali e cinestetici al mondo esterno. Un sistema nervoso non differenziato, via via che cresce, si differenzia per affrontare al meglio gli oggetti esterni: cosa comporta in pratica? Significa che dobbiamo imparare a funzionare separatamente, cioè a differenziare i sensi dai sentimenti. Un bambino che vede un oggetto rosso ha una sensazione del colore rosso, perché finché non cresce, e non sa di cosa si tratta, l’oggetto rosso non ha per lui alcun significato. Sentire per la prima volta il suono di una batteria produce una sensazione sorprendente, una scossa cinestetica. Solo più avanti, avendo già fatto esperienza di molti altri sbalzi del genere, dalla differenziazione tra sensazione e senso dell’udito si genereranno l’ascolto o la percezione di una batteria. Nel gusto, nelle esperienze tattili, nell’odorato e nei sensi che abbiamo già trattato, avverrà gradualmente lo stesso tipo di differenziazione tra sentimento cinestetico e oggetti esterni. Tutte queste distinzioni non riguardano tutti i sensi simultaneamente e ogni bambino ha naturalmente una storia evolutiva completamente individuale, cosicché alcune persone Concepiscono il mondo esterno in maniera prevalentemente visiva, altre più uditiva, altre più tattile o cínestetica. In realtà la maggior parte delle persone ha gradi diversi di differenziazione dei sensi. Non è forse scontato pensare che tutti noi possiamo visualizzare un oggetto che non sia presente davanti ai nostri occhi o immaginarne il suono; o che ci riusciamo se richiamiamo alla mente le esperienze che hanno prodotto la differenziazione. Ciò si applica ugualmente agli altri sensi. In definitiva, è proprio questo apprendere i1 mondo esterno attraverso i sensi a formare il sistema nervoso. Un processo di apprendimento 1ungo e complicato come questo non può essere perfetto né privo di errori, in nessuno. Proprio come ci sono tanti pesci nel mare, esistono tanti esseri umani diversi nel mondo. Alcuni cresceranno e si formeranno il proprio personale modo di relazionarsi col mondo in condizioni di sicurezza, con una buona eredità genetica e in fasi diverse della crescita della civiltà e della cultura umane. Altri non sono così fortunati. Alcune delle tendenze personali di ognuno di noi rimarranno tali per tutta la vita: non hanno assunto una forma per svolgere un ruolo pratico nelle azioni e nelle reazioni al mondo circostante… ognuno ha i propri sogni inconfessati, quando cresce. La nostra cultura, i nostri genitori e 1a scuola ci insegnano ad abbandonare questi sogni in quanto atteggiamenti infantili, che non si addicono a un adulto realistico. Gradualrnente li soffochiamo, in qualche modo arriviamo a vergognarci di prenderli sul serio. Ma per fortuna non tutti lo facciamo. Alcune persone eccezionalmente fortunate riescono ad arrivare al punto di realizzarli, mentre altri trovano ispirazione nelle proprie occupazioni, semplicemente evitando di prendere sul serio i propri sogni. Non sono sicuro di essermi spiegato bene. Voglio dire, ad ogni modo, che la persona sana è chi riesce a vivere pienamente i propri sogni
inconfessati
. Tra di noi ci sono persone sane, ma non sono molte. Nella nostra cultura, il processo vitale, che inizia con un allargamento del processo di differenziazione del sistema nervoso verso una varietà più complessa di esperienze del mondo esterno, e con una capacità sempre maggiore di cambiarlo grazie alla nostra crescente attività volontaria, rallenta e limita il suo ambito col sopraggiungere della maturità sessuale. Dopo di che, il sistema restringe i propri legami coi mondo esterno nella sua totalità, e si specializza in un aspetto particolare dei fenomeni esterni. Diventiamo bravissimi a limitare il picco de11’attività e dell’esperienza. Diventiamo poeti, pugili, scienziati, politici, pittori, musicisti, economisti, chirurghi, danzatori: la scelta è interminabile. Il nostro apprendimento non mira dunque direttamente a proseguire la differenziazione essenziale del sistema nervoso attraverso un’espansione dello scambio col mondo esterno. Arriva un momento in cui la nostra educazione così come si è sviluppata non ci è più di aiuto, ma ci limita e ci dirige verso canali che non portano alla salute. Diventiamo così poco sani che dobbiamo andare in pensione prima ancora di essere biologicamente vecchi:
semplicemente, non siamo in salute. Alcune parti di noi, quelle che sono implicate negli aspetti più estremi della nostra attività, sono consumate. Il processo vitale si riduce. L’attività si restringe sempre più alla specializzazione in cui si eccelle. Funzionano solo quelle par­ti del sistema nervoso essenziali affinché il processo dell’esistenza
biologica bene o male continui. Anche nella nostra cultura alcuni di noi riescono a mantenere vivo un processo sano fino a un’età avanzata: un’età, cioè, in cui in genere le persone non sane sono già un po’ rimbambite e malate. Alcuni
dei nostri uomini migliori e più sani (che, tuttavia, possono benissimo essere gobbi o avere altre deformità) sono il tipo di persone che in genere consideriamo ‘artisti’. La maggior parte degli artisti, che siano calzolai o scultori, compositori o eccezionali strumentisti, poeti o scienziati, sono migliori da vecchi, come il buon vino. La diffe-
renza lampante tra queste persone sane e gli altri è che hanno capito per intuizione, o per genio personale, o grazie alla fortuna di aver imparato da un maestro sano, che l’apprendimento è il vero dono della vita. Un genere speciale di apprendimento: quello con cui si impara a conoscere se stessi. Queste persone imparano a capire “come” agiscono e sono dunque in grado di fare “quello” che vogliono:
vivere intensamente i loro sogni inconfessati, ma qualche volta anche dichiarati. Moshe Feldenkrais,”Dromenon”, 1979.

Perché praticarlo? Parlano gli allievi

“Ho raffinato il controllo del gesto e la precisione nella mia esecuzione musicale””.  Flavio N., pianista

“Mi fa sentire come se tutte le mie parti si fossero ricongiunte”.  G.C., sociologa

“Mi ha permesso cambiamenti piccoli ma potenti in tutti i settori della mia vita. Quello che apprezzo di più è la capacità di avere cura di me e accettarmi per quella che sono. E fisicamente sto decisamente meglio”. Rossella Buongiorno, insegnante Feldenkrais e massoterapista

“Da quando faccio Feldenkrais non provo nessuno sforzo quando vado a correre e il mio movimento è facile e comodo”. Luciana Nuvolari, 46 anni

“Mi ha dato psicologicamente una centratura e una nuova elasticità”. Jutta Gentzcke, fisioterapista

“Ho 83 anni, ho la scoliosi e ho rifatto le due anche e solo venendo a queste lezioni due volte alla settimana provo un beneficio che dura parecchie ore e non potrei farne a meno”. Lilli Dalle Nogare

“Senza più prendere lezioni di tango, il mio modo di ballare è migliorato tantissimo”. Livia Negri, appassionata di tango argentino

Quando diventiamo consapevoli di quello che facciamo veramente, non di quello che diciamo o crediamo di fare, allora si spalanca davanti a noi la via del miglioramento. Moshe Feldenkrais