“Durante un momento della formazione di Milano 8 che si è tenuta lo scorso febbraio, ho visto gli allievi muoversi con leggerezza, in armonia e in sincronia: è stato un momento “alto” del training. Ognuno aveva avuto modo di esplorare il proprio movimento nello spazio con il proprio timing e poi, quando lo hanno eseguito tutti insieme, senza nessuna guida esterna che desse loro i tempi, sono riusciti a “danzare” coralmente i passaggi di posizione senza mai scontrarsi: li vedevo passare dalla posizione verticale a quella carponi, a quella seduti in un unico fluido movimento; senza mai fermarsi si sdraiavano e ripetevano lo stesso percorso a ritroso ritornando in piedi, sempre nella fluidità e nell’armonia. Era un grande piacere individuale che si amplificava proprio quando diventava collettivo.
E’ però difficile vedere trasferito nella vita quotidiana quello che si impara con tanto piacere durante la formazione e mi domando perché. Certo è che i principi del metodo possono essere applicati alla quotidianità soltanto se ne sentiamo e ne capiamo il grande vantaggio sia personale sia collettivo.
E mi domando: perché l’idea di coordinarsi e di cooperare, quindi di comunicare e di mediare, resta ancora legata a regole “esterne” da rispettare o da trasgredire, e non è invece sentita come necessità vitale di collegare i tanti anelli che siamo noi tutti?
Penso che se ci permettessimo di fermarci un momento per sentire non soltanto noi stessi, ma anche dove si trova chi è intorno a noi, potremmo tutti “danzare” le azioni quotidiane e le nostre decisioni, senza sentirci appesantiti o schiacciati dalle nostre relazioni.”
Mara Della Pergola
Post training sulla settima vertebra cervicale
Le persone che si lamentano per dolori o problemi al collo e alla parte alta della schiena, spesso non hanno un’immagine precisa dell’area che circonda la base del collo e di come sia possibile muoverla: non riescono a mantenere la testa verticale e sentono che in quella zona si è creato un nodo denso e compatto che interferisce con la trasmissione delle forze e con i loro movimenti.
Se la zona della settima cervicale non è chiara e differenziata, non può partecipare liberamente ai semplici gesti quotidiani e dunque i movimenti delle braccia e delle gambe non riescono ad attraversarla e a raggiungere naturalmente la testa e gli organi di senso. Ugualmente, i movimenti della testa e del collo, necessari per l’orientamento spaziale, non raggiungono liberamente la base di sostegno e il pavimento. Viene così a mancare un buon collegamento funzionale tra la testa, il torace e il bacino o, più in generale, con il resto della persona.
Feldenkrais ad Amherst ci ha parlato del calore che viene prodotto nelle zone dove è assente il movimento e di come questa assenza sia una causa di possibile infiammazione e di futuro dolore.
Con le IF (Integrazione Funzionale) e le CAM (Consapevolezza Attraverso il Movimento) è possibile generare collegamenti significativi tra le zone di transizione, che non sono percepite con chiarezza, semplicemente muovendole con una logica diversa da quella abituale e riaprire così sentieri utili e sani per i gesti quotidiani.
Cari colleghi, vi propongo di esplorare con me la zona della C7 e la sua relazione con le parti più periferiche, in alcuni movimenti funzionali durante il post training “La settima cervicale: crocevia di difficoltà e di integrazione” che terrò il 21, 22, 23 marzo a Milano da Energolab, via Plinio 38. Orari: venerdì 13:00-18:30 sabato 10:00-17:00, domenica 9:30 -16:30
E’ un post training di tre giornate che ho già presentato in Francia e negli USA nel 2012 e i commenti sono stati tutti molto positivi. Se siete interessati al tema della C7, questa è una buona occasione per rivederci o per conoscerci.
Mara Della Pergola
Gli occhi e la loro importanza nella fluidità dei movimenti
Quanto è importante lo sguardo per facilitare i nostri movimenti rendendoli fluidi? Lo si può scoprire sabato 15 marzo con il seminario “Gli occhi: sguardo e flessibilità del gesto”: un’esplorazione di come lo sguardo possa rendere le nostre azioni più facili e, di conseguenza, eleganti e armoniose. Salire un gradino, allungare un braccio per prendere un oggetto, voltarsi, chinarsi a raccogliere qualcosa.. avete mai pensato qual è l’origine di queste azioni semplici e comuni? Molte cominciano proprio dagli occhi e includerli in modo consapevole cambia notevolmente il modo di compierle. Molte lezioni Feldenkrais hanno come focus proprio l’uso degli occhi, ma anche quelle non prettamente incentrate sull’uso dello sguardo spesso portano l’attenzione al movimento degli occhi durante le azioni.
Alti momenti di training nella Formazione Feldenkrais
“Durante un momento della formazione di Milano 8 che si è tenuta lo scorso febbraio, ho visto gli allievi muoversi con leggerezza, in armonia e in sincronia: è stato un momento “alto” del training. Ognuno aveva avuto modo di esplorare il proprio movimento nello spazio con il proprio timing e poi, quando lo hanno eseguito tutti insieme, senza nessuna guida esterna che desse loro i tempi, sono riusciti a “danzare” coralmente i passaggi di posizione senza mai scontrarsi: li vedevo passare dalla posizione verticale a quella carponi, a quella seduti in un unico fluido movimento; senza mai fermarsi si sdraiavano e ripetevano lo stesso percorso a ritroso ritornando in piedi, sempre nella fluidità e nell’armonia. Era un grande piacere individuale che si amplificava proprio quando diventava collettivo.
E’ però difficile vedere trasferito nella vita quotidiana quello che si impara con tanto piacere durante la formazione e mi domando perché. Certo è che i principi del metodo possono essere applicati alla quotidianità soltanto se ne sentiamo e ne capiamo il grande vantaggio sia personale sia collettivo.
E mi domando: perché l’idea di coordinarsi e di cooperare, quindi di comunicare e di mediare, resta ancora legata a regole “esterne” da rispettare o da trasgredire, e non è invece sentita come necessità vitale di collegare i tanti anelli che siamo noi tutti?
Penso che se ci permettessimo di fermarci un momento per sentire non soltanto noi stessi, ma anche dove si trova chi è intorno a noi, potremmo tutti “danzare” le azioni quotidiane e le nostre decisioni, senza sentirci appesantiti o schiacciati dalle nostre relazioni.”
Mara Della Pergola
Lezioni Feldenkrais per trovare agilità e benessere nel camminare
Sono sempre di più i medici e gli esperti del settore benessere che consigliano una passeggiata quotidiana di buon passo e di almeno mezz’ora per mantenersi in forma e in salute. Ed è un ottimo consiglio. Ma oltre all’azione in sé è anche importante “come” la si effettua. Camminare è un’azione complessa che coinvolge l’intero corpo e che richiede molta coordinazione. Così come un buon equilibrio, nel continuo alternarsi di stabilità e labilità (il piede che si stacca e che ritorna a terra). E’ un movimento che attraversa tutta la persona, dai piedi alle spalle e alla testa. Per trovare un vero senso di piacere nel cammminare occorre quindi una buona consapevolezza delle varie parti coinvolte. Mara Della Pergola propone 5 lezioni su questo tema per tutti coloro che vogliano camminare con agilità: dal 12 marzo al 9 aprile,il mercoledì (dalle 19.00 alle 20.00= e il giovedì (dalle 13.00 alle 14.00).
Agilità, flessibilità, coordinazione per alzarsi e sedersi facilmente
Posture dinamiche per agevolare i passaggi di posizione
Scoprire la forza del bacino con il Metodo Feldenkrais
Il seminario è il primo della Trilogia dal titolo “Muoversi con scioltezza ed efficienza”. È possibile partecipare a un solo seminario oppure comporre le Trilogie fra i vari seminari proposti, a seconda dell’interesse personale ad approfondire un tema specifico. Siamo sempre a disposizione per fornire indicazioni e aiutarvi nelle vostre scelte. Sconti per chi partecipa a più seminari!
Pillole di Feldenkrais: schiena flessibile
1. siedi sul bordo anteriore della sedia con i piedi posti sotto le ginocchia, alla larghezza delle anche; inclina la testa verso la spalla destra (è l’orecchio che si avvicina) e torna, mantenendo collo e spalle rilassati;
2. solleva l’anca destra e torna (basta premere sul piede destro per staccare leggermente l’ischio destro dalla sedia e passare il peso sul fianco sinistro);
3. inclina la testa verso destra e contemporaneamente solleva l’ischio destro e torna; senti che si accorcia il lato destro; riposa e senti le differenza tra un lato e l’altro;
4. ripeti da 1 a 3 sul lato sinistro;
5. bascula il bacino da destra a sinistra mentre fletti contemporaneamente la testa: orecchio destro verso spalla destra mentre sollevi anca destra e viceversa; senti come si flette lateralmente la colonna, formando una curva a C prima da un lato e poi dall’altro; riposa.
La Formazione: il piacere di accompagnare le persone in un percorso di ricerca
Il piacere di accompagnare le persone in un percorso di ricerca; parla Mara Della Pergola, trainer e direttrice pedagogica dei corsi di formazione a cura dell’IsFel.
Le iscrizioni alla Formazione Milano 8 sono aperte
Muoversi con scioltezza ed efficienza
Da gennaio le nuove trilogie di seminari, ossia incontri a tema raggruppati sotto un cappello comune: la prossima serie è dedicata a “Muoversi con scioltezza ed efficienza”. Tre i seminari che, lavorando su focus diversi, mirano a questo comune obiettivo: si parte il 18 gennaio con “Il bacino centro della forza”, per proseguire il 16 febbraio con “Alzarsi e sedersi agilmente” e si chiude il 15 marzo con “Sguardo e fluidità del gesto”. Chi voglia percorrere l’intero viaggio verso un movimento più libero, iscrivendosi a due o tre seminari, usufruirà di sconti progressivi. Tutte le informazioni alla pagina dedicata ai seminari.